
La rivista 3valli compie 50 anni
1976-2026, da 50 anni la rivista delle Valli Riviera, Blenio e Leventina
La rivista 3valli festeggia quest’anno il 50° anniversario dalla sua fondazione. Per questa importante ricorrenza è in uscita in questi giorni un’edizione speciale: il numero di luglio-agosto è infatti stampato in ben 14'500 copie e distribuito a tutti i fuochi delle Tre Valli, offrendo a ogni famiglia l’opportunità di riscoprire la storia, l'attualità e l'identità del territorio. Oltre a numerose notizie, articoli esclusivi, eventi e curiosità, al suo interno è pubblicato un ampio dossier dedicato ai grandi cambiamenti che hanno interessato le Tre Valli dagli anni Settanta a oggi. Attraverso dati, immagini e testimonianze, il reportage ripercorre l’evoluzione demografica, sociale, economica, politica, paesaggistica, turistica e dei trasporti, con uno sguardo sul passato e uno spunto di riflessione sul futuro.
Fondata nel 1976 con il nome Tre Valli, la testata si è unita nel 2008 con il Biaschese diventando l’attuale rivista 3valli. Il mensile è un organo d'informazione indipendente e apartitico che si occupa di attualità e approfondimento della realtà sociale, politica, storica e territoriale delle valli Riviera, Blenio e Leventina. Pubblicata mensilmente in 11 numeri all’anno, la rivista è distribuita in abbonamento, disponibile in alcune edicole del Cantone Ticino e si rivolge a lettrici e lettori di tutte le età.
Cinquant'anni di informazione, memoria e impegno al servizio delle Tre Valli rappresentano un patrimonio prezioso che continua a accompagnare il territorio e tutte le persone che ci vivono o vi sono legate, guardando con fiducia all’avvenire.

Largario/Prosito
Premiata Valentina Grignoli e la Rivista 3valli
L’Atg, Associazione Ticinese dei Giornalisti, ha consegnato il Premio Cronaca locale in occasione del XII Premio giornalismo della Svizzera italiana a Valentina Grignoli, nostra collaboratrice, per un reportage pubblicato sulle nostre pagine e intitolato ‘Selvatici’. Il 25 ottobre a Locarno le è stato consegnato il premio. "Per me quel reportage ha significato molto", ci racconta. "Sono andata in un luogo ignoto a occuparmi di un tema per me controverso: la caccia. Ne sono tornata cambiata. Ho scorto un legame tra mondo selvatico e essere umano. E questo argomento non mi ha più lasciata, ora lo sto studiando sotto diversi punti di vista, è in continua evoluzione. Sono grata alle riviste locali che ci permettono di lavorare, di scrivere e raccontare quello che vediamo nel mondo che ci sembra importante, vicino e lontano". L’articolo, uscito nell’ottobre del 2023, raccontava di una notte e un giorno con quattro cacciatori. Questo l’incipit: "Quando sono partita mi ero detta ‘Spero che la caccia vada male e che si torni a mani vuote’ (non me ne vogliano i cacciatori!), quando son tornata ho dichiarato ‘Non ho mai vissuto una cosa così vera!’". L’avevamo mandata apposta, lei che si dichiarava ‘caccia-scettica’, per dare più dinamismo al racconto. Nel suo pezzo la giornalista parla del silenzio all’alba, dell’umanità che incontra, del rispetto per l’animale. Del camoscio preso, del richiamo alla natura, di lepri e marmotte che hanno corso insieme a loro, degli appostamenti acquattati. "Camminiamo uno dietro l’altro, io in mezzo, ho paura, mi proteggono e mi fido". E alla fine, arriva la gratitudine. Verso chi ha perso e che mangeremo: perchè per chi caccia, ha capito lei, "sarebbe un sacrilegio uccidere senza scopo".
